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Internet in Inghilterra - Mercato nel Regno Unito

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Su quasi 60 milioni di abitanti sono 35 milioni le persone che utilzzano la rete internet nel Regno Unito con un tasso di crescita del web pari al 126,5%.

I dati dell’ONS relativi al primo trimestre del corrente anno indicano che l’andamento dell`interscambio bilaterale con l`Italia é in linea con la tendenza generale del commercio estero britannico. Nell’ambito dell’Unione Europea, l’Italia si colloca al sesto posto tra i principali partners commerciali del Regno Unito, con un interscambio globale di 4.763 milioni di sterline (-5,47 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).
L’Italia occupa il quinto posto come Paese esportatore ed il settimo posto come Paese acquirente. Le esportazioni italiane verso il Regno Unito, attestatesi a 2.706 milioni di sterline, sono diminuite del 4,47%. Anche le esportazioni britanniche verso l`Italia , pari a 2.056 milioni,
sono diminuite del 6,75%. L`interscambio bilaterale tra il nostro Paese e il Regno Unito registra ancora, nel periodo in esame, un saldo positivo per l`Italia pari a 650 milioni di sterline.

Le previsioni positive sulla crescita dell’economia britannica ed un possibile recupero della sterlina in rapporto all’euro (in conseguenza dei recenti e previsti ritocchi al rialzo dei tassi di interesse) delineano, per i prossimi mesi, un quadro potenzialmente favorevole per l’export
italiano verso il Regno Unito. In un’ottica di difesa delle posizioni di mercato acquisite e di sviluppo di nuovi spazi di penetrazione, si indicano di seguito i settori verso cui potrebbero utilmente indirizzarsi iniziative di intervento promozionale:

- i sistemi casa e moda: nel Regno Unito é ormai da anni acquisita la presenza e la visibilità del Made in Italy nel settore dei beni di consumo di qualità ma, a causa della sempre maggiore richiesta di beni a basso prezzo e delle attività di promozione effettuate dagli altri Paesi nostri concorrenti, l’Italia sta perdendo quote di mercato. É importante, quindi, agire con un progetto di ampio respiro per difendere le quote di mercato italiane e rivitalizzare e rafforzare la
percezione dei consumatori britannici nei confronti dell’Italia e delle peculiarità delle sue produzioni; la prevista manifestazione promozionale del Made in Italy presso i grandi magazzini Harrods dovrebbe rispondere anche a tali obbiettivi;

- la produzione agroalimentare: al riguardo sembrerebbe opportuno migliorare l’articolazione territoriale delle iniziative promozionali, spesso sostenute dalle Regioni, finora concentrate su Londra; per un ulteriore graduale accreditamento dello stile di vita italia no e, in particolare, del mangiare all’italiana, sarebbe probabilmente più incisivo tenere manifestazioni anche nelle altre principali città britanniche (Birmingham, Manchester, Liverpool, Edimburgo, etc.). Occorrerà inoltre continuare a concentrare l’attenzione sul settore vini: secondo dati di un’agenzia specializzata (indagine AC Nielsen per “The Grocer Magazine”), nel corso del 2003, le vendite di vini americani (440 milioni di sterline) hanno nettamente superato quelle di vini italiani (344 milioni di sterline), per cui la produzione italiana di vino sul mercato britannico é scesa al quarto posto, dopo Australia, Francia e Stati Uniti. La forza dei produttori del “Nuovo Mondo” é costituita dalla capacità di poter assicurare grandi quantità, di discreta qualità, a prezzi competitivi (gli esperti hanno rilevato che, per prodotti similari, lo scarto di prezzo é nell’ordine delle due sterline a bottiglia).

- beni strumentali: il settore é stato sinora relativamente trascurato, ma i segnali di ripresa
dell’industria manifatturiera potrebbero aprire nuove prospettive;

- tecnologie ambientali: l’attenzione posta dalle Autorità locali britanniche all’impiego di nuove tecnologie per la tutela dell’ambiente (trattazione, smaltimento, riciclaggio rifiuti, etc.) sembra offrire spazi di inserimento alle imprese italiane del settore, le cui tecnologie
potrebbero quindi essere utilmente presentate;

- materiali e accessori per l’edilizia, arredi per grandi strutture (hotel, teatri, etc.) in relazione a vari progetti di rigenerazione urbana, sviluppo immobiliare, rinnovo strutture esistenti;

- materiali per l’arredo di scuole e ospedali, apparecchiature medicali, in considerazione degli ingenti investimenti pubblici previsti dal Governo britannico per l’edilizia scolastica ed ospedaliera (é stato varato in questi giorni un vasto programma, per il valore complessivo di oltre 4 miliardi di sterline, che prevede la costruzione di vari ospedali, con il ricorso alla finanza di progetto).

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