Articolo Blog: come scrivere in modo efficace e far innamorare i lettori?

La creatività non basta, ci vuole passione, metodo e organizzazione

Il rapporto tra scrittore e lettore è molto simile a quello che intercorre tra due innamorati. I due si amano oppure non si amano: il rapporto è molto sincero. Così per i testi: se mi piace, lo leggo; se un testo non mi piace, chiudo la finestra e continuo la ricerca.

In amore: vince chi fugge e chi, nella fuga, vuole essere acchiappato!

Con gli articoli del tuo blog è così: devi far innamorare il lettore.
Quanto tempo le persone trascorrono tra le righe del tuo articolo e del tuo blog? Quanto tempo spendono a leggere ciò che scrivi? Questo è un termometro dei sentimenti atipico, ma pur sempre un modo per testare quanto amore ci sia tra te e il tuo lettore.

E se non ti ama (ti legge)?

Trovi un altro più bello, che problemi non ha!

Diceva la Carrà, ma non in questo caso!

Con gli articoli del blog non funziona così. Il lettore che stai perdendo è un tuo potenziale seguace o cliente una persona interessato ai tuoi servizi e prodotti ma non a ciò che scrivi.
Dunque? Se non ti ama, lo dovrà fare.

In un attimo si passa a gestire “la crisi di coppia” agendo sui contenuti (ciò che dici) e sulla forma (come lo dici). Bellezza e sostanza!

Perché un metodo

Se l’obiettivo è scrivere un buon articolo per il tuo blog, allora la parola d’ordine è metodo.

Ho provato a scrivere senza metodo, e non funziona perché:

  • perdi l’orizzonte ovvero le persone per cui scrivi.

Non ti conoscono, non ti capiscono, quindi non ti leggono. Troppa logica? Purtroppo alla base di una crisi c’è sempre tanta logica: i testi non fanno la differenza.

  • Perdi il filo del discorso, quindi non sai cosa dire.

Senza un ordine, non hai una meta e quindi ti perdi nel labirinto delle cose da dire, in tornanti lunghissimi da cui sembra difficilissimo venirne fuori.

  • Perdi tempo e fai fatica.

Se non hai un metodo, fatichi a scrivere. Mente e corpo sono impegnati in un’attività che non porta a nulla se non a farti perdere energie che potresti utilizzare diversamente.

Rovescia il senso del testo che ti ho appena scritto e avrai tutti i vantaggi di scrivere con un metodo ben preciso: porti a termine ricerche, fai discorsi filati e scrivere diventerà un vero piacere.

Facciamo ordine

Testo deriva dal latino “Textus”, tessuto, trama. Questo vuol dire che il testo si tocca con lo sguardo (se ne intravedono le trame) e poi si legge. Dunque deve essere bello da vedere, ben strutturato in grado di lanciare un solo messaggio:

Come fare? Ecco che scende in campo il metodo, un vademecum delle cose da fare prima, durante e dopo la scrittura.
La Content strategy non ne può fare a meno: dal blog al microcopy (ne parleremo presto) l’invito alla lettura deve essere chiaro.

1.Volli, fortissimamente volli… scrivere!

Attenzione, perché la volontà di scrivere deve far rima con cosa ma soprattutto a chi scrivere.
Per risolvere l’enigma basta documentarsi (come ti dirò al punto 2) e conoscere il tuo lettore. L’identikit è la base:

  1. chi è?
  2. Quanti anni ha?
  3. Che professione svolge, quale ambito d’interesse?
  4. Che hobby ha?
  5. A cosa è interessato?
  6. Cosa guarda?
  7. Cosa cerca, come ti cerca?

Questo vale anche sui social e una Social Media Strategist lo sa bene.
Poche domande ma chiare e dirette a cui se ne potrebbero aggiungere delle altre. Il senso è semplice: devi conoscere a chi scrivi, prima di scrivergli!

2. Cerca in lungo e in largo

Prima di mettere mano alla tastiera, ricerca.

Fà che Google diventi la tua biblioteca e che il materiale che trovi siano gli scaffali della tua libreria. Cerca informazioni, note tecniche, spunti. Leggi cosa dicono gli altri sull’argomento, come lo affrontano, che chiave utilizzano, come ne parlano.
Sembra semplice ma non lo è. Il più delle volte questa fase si salta a pié pari e si vede! Alcuni articoli di blog avrebbero potuto semplicemente dire tanto altro e nel caso di un blog aziendale, diretto ad una call to action, questo non può proprio capitare.

Esaustivo ma non definitivo perché intono ad un argomento non si finisce mai di dire né di pensare.

3.Content design: ovvero come combattere la palpebra calante
Content is the King diceva qualcuno ma cosa rimane di un testo ben scritto se poi fai fatica a leggerlo?

Il content design è anche questo: disegnare (nel vero senso della parola!) un contenuto perfetto che risulti facile da leggere, ben strutturato e diretto nei contenuti.

Prima di scrivere, fai uno schema di ciò che vorrai dire. Organizza i tuoi contenuti e le tue ricerche. Fai già una prima suddivisione in paragrafi.
Ad esempio in questo articolo ho:

  • introdotto l’argomento (di cosa ti parlo oggi?);
  • focus sul problema (assenza di Metodo);
  • a cosa serve un metodo per scrivere;
  • il vademecum come da promessa espressa nel titolo.

Questo è uno schema base. Di solito i miei sono ricchi di frecce per ricordarmi tutto quello che voglio dire e asterischi per richiamare a luoghi in cui ho letto e/o studiato un determinato concetto.

Lo schema non è tutto!

Nel corpo del testo:

  • suddividi il testo in paragrafi e lascia un’interlinea sufficientemente ampia con una giustifica a sinistra;
  • utilizza elenchi puntati e numerati così da spezzare il flusso del discorso;
  • inserisci immagini, infografiche che ti aiutino a non annoiare il lettore;
  • attenzione massima ai font del sito e del blog: scegline uno chiaro e attento allo sfondo;
  • utilizza i grassetti ed evita il sottolineato;

Piccole attenzioni grafiche ti aiutano a fare meglio! Ti segnalo un articolo sul tema pubblicato qualche settimana fa sul tema.

4. Guai a restare senza parole!


Perdere le parole è un rischio che non puoi correre.

Quindi, focalizzato l’argomento, devi cercare la semantica che vi ruota intorno: tutta quella serie di parole e diversi modi di dire le cose che non ti fanno essere ripetitivi.
Di strumenti eccellenti in tal senso ce ne sono tantissimi ma te ne segnalo due in particolare: Answer the public, di cui ti ho già parlato qui e Ubersuggest. Il primo come il secondo, ti aiutano nella ricerca correlata; scrivi il termine introno a cui lavorerai nel tuo articolo e boom esplode la ricerca.
Il SEO tool ti aiuterà a intercettare le ricerche del tuo lettore ipotetico.


Gli schemi ad albero e l’elenco di parole ti aiutano a capire cosa cercano gli utenti e quanto sono interessati al tuo argomento.

A questo punto, organizza:

  1. introduzione al tema;
  2. paragrafo uno;
  3. paragrafo due;
    … e da qui continua purché ogni paragrafo abbia un focus chiaro per il tuo lettore.
  4. conclusioni;
  5. call to action.

Ogni strumento, tool, schema, concept crolla di fronte ad un uso maldestro della lingua italiana.
Qui non ho suggerimenti particolari se non avere sempre sott’occhio il sito della Treccani per effettuare ricerche sui termini e sinonimi.

Se per la ricerca dei sinonimi, un buon vocabolario è utilizzato spesso, la stessa cosa non si può dire per il significato delle parole. Spesso di da per scontato di conoscerne il senso (o meglio i sensi!) eppure non è così: la svista è dietro l’angolo. Scrivere in italiano comprensibile e grammaticalmente corretto, dunque, deve essere la regola imprescindibile.

5. Errare è umano. Perseverare è diabolico


A questo punto il testo è quasi pronto. Alla fase di ricerca, organizzazione e scrittura, si aggiunge la fase di correzione. Tre righe sopra ti ho detto che la regola imprescindibile è la scrittura in lingua italiana grammaticalmente corretta. Per controllare che questo proposito sia stato rispettato, puoi utilizzare: Jspell per il controllo di refusi e orrori grammaticali e Language Tool per il controllo ortografico e delle ripetizioni. Qualche settimana fa ho dedicato un articolo a questo argomento e molti altri ne dedicherò al tema articoli blog.

Il Metodo è importante: ti ho convinto?

E tu quando inizi a scrivere ottimi testi per il tuo blog?

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