Come e quando usare Google Tag Manager nel modo giusto?

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Piccola guida sull’uso consapevole dei tag

Dopo aver descritto i motivi per i quali conviene installare Google Tag Manager nel tuo sito o nella tua applicazione mobile, vorrei scrivere due righe sul quando usarlo.

Ti starai sicuramente chiedendo:

«dopo aver descritto l’elenco dei vantaggi, ora mi dici che ci sono situazioni in cui potrei non usarlo perchè crea degli svantaggi?»

No, usarlo non porta mai un danno.

Basta solo pensare a quanto ci semplifica la vita quando si deve:

  • installare dei tag remarketing e tag di conversione (Facebook, Adwords), anche passando a questi tag alcuni dati contenuti nella pagina in cui sono richiamati (per esempio, valore della transazione, email che richiede il contatto, ecc..)
  • inserire la cookie policy (Iubenda, ecc… )
  • inserire il tracciamento di certi eventi (click su Call To Action, scroll della pagina, click su link del telefono o della mail)
  • inserire qualsiasi tag html o javascript
  • inserire il codice di tracciamento della conversione di particolari editori a cui serve l’identificazione univoca della lead
  • volendo sperimentare, le possibilità sono infinite in quanto Google Tag Manager permette anche la personalizzazione del browser usato dall’utente per navigare

Quindi quando devi installare Google Tag Manager?

Praticamente sempre!

Si deve solo valutare quando Google Tag Manager deve integrare la Track Page View di Google Analytics oppure no.

Un esempio classico sono gli ecommerce.

Solitamente gli ecommerce maggiori (Drupal, WordPress, Magento, ecc…) hanno moduli già sviluppati per tracciare gli acquisti dell’ecommerce su Analytics. Quindi non è conveniente disinstallare questi plugin che già funzionano benissimo e sono diligentemente testati per sostituirli con Google Tag Manager.

In questo caso, non affidarsi ad un prodotto già confezionato, porta ad un dispendio di tempo e di risorse non indifferente per tracciare correttamente transazioni e tutte le azioni messe in atto dal visitatore per raggiungere l’acquisto.

Piuttosto va fatta una integrazione.

Nell’esempio degli ecommerce, va lasciato Analytics (e il suo trackpageview) integrato dai moduli originali del CMS e va aggiunto Google Tag Manager. L’importante è ricordarsi di non aggiungere a Google Tag Manager la trackpageview che di solito viene impostata di base.

Analizzare e registrare tutti i comportamenti messi in atto dal tuo possibile cliente ti permette di capire se il tuo ecommerce funziona bene o se si inceppa in qualche punto e quindi porta l’utente ad abbandonare il carrello o il portale e, di conseguenza, impedire la conversione.

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