ALIMENTAZIONE A LAVORO: COSA MANGIARE E COSA È BENE EVITARE?

Abbiamo chiesto risposte al Dottor Nicola Lissi, Biologo Nutrizionista

Qual è la nostra routine alimentare? Cosa mangiamo in pausa pranzo? Quali sono gli alimenti che scegliamo? Analizzare le proprie abitudini è il primo passo per capire se e come modificare la nostra alimentazione quotidiana. I cibi che aiutano il nostro benessere psicofisico migliorano anche il rendimento in ufficio con effetti positivi sul nostro stato di salute generale.

Abbiamo approfondito la questione alimentazione e lavoro con il Dottor Nicola Lissi, Biologo Nutrizionista che da anni si occupa di Ricerca clinica prevalentemente in ambito cardiovascolare e oncologico. Esperto di nutrizione negli adulti, nei bambini e negli anziani, è particolarmente interessato all’alimentazione nello sportivo.

A lui abbiamo chiesto consigli sulla nostra alimentazione legata a doppio filo ad una vita sedentaria e piena di impegni.

In Site by Site siamo convinti che abitudini alimentari sane e adeguate al proprio stile di vita, giochino un ruolo fondamentale nel mantenimento del benessere psicofisico; è per questo che abbiamo organizzato questo incontro per capirne di più e ascoltare consigli e suggerimenti sul tema.

Tema: cosa mangiare a lavoro? Intervista al Dottor Nicola Lissi

Il nutrizionista è un professionista che si occupa del rapporto tra alimentazione, nutrizione e benessere. Quanto incide il cibo sul nostro benessere psicofisico?
«Il cibo, come insieme di alimenti e quindi di nutrienti, è la sostanza utilizzabile dall’organismo ai fini dell’accrescimento, del mantenimento e del funzionamento di tutte le strutture corporee. Diventa semplice capire il ruolo chiave che questo “carburante” svolge nello stato di saluto dell’uomo. Alimentando la nostra “macchina” con ciò che di meglio possiamo trovare nel cibo, il risultato sarà indubbiamente a favore di uno stato di benessere psicofisico».

Grazie alla tua professione hai a che fare con diverse tipologie di persone e dunque problematiche connesse all’alimentazione. Quali sono i pazienti più complessi?
«Il panorama di patologie che richiedono uno specifico regime alimentare è vasto. Sicuramente importanti patologie intestinali, legate soprattutto a problemi di assorbimento, sono casi complessi da valutare con estrema attenzione anche per la risposta soggettiva di ogni singolo individuo.
La complessità di un caso a volte deriva non tanto dalla patologia in corso bensì dalla reale volontà di abbandonare le cattive abitudini (alimentari e comportamentali). È spesso molto difficile sradicare comportamenti errati in uso da tanti anni. Il lavoro del nutrizionista è anche quello di spiegare, attraverso l’educazione alimentare, la ragione che sta a monte di certe scelte».

Quali sono i consigli nutrizionali per chi come noi svolge un lavoro nel settore web marketing?
«Chi come voi passa molto tempo al computer dovrebbe più di altri organizzare la propria giornata con delle pause programmate per evitare di mangiare freneticamente, magari davanti al computer, abbandonandosi alla richiesta (ingannevole) di assumere cibi molto zuccherati».

A cosa dobbiamo stare particolarmente attenti in pausa pranzo? Quali sono i cibi da evitare e quali da preferire?
«Cibi a lento rilascio di zuccheri (carboidrati complessi) preferibilmente integrali sono da preferire a tutto ciò che è definito snack o cibo spazzatura. Evitare condimenti troppo elaborati per non affaticare troppo il corpo nel processo digestivo. Aggiungere anche una piccola porzione proteica (pesce o carne ad esempio) fornisce sicuramente un senso di sazietà maggiore che durerà per più ore».

I morsi della fame “colpiscono” soprattutto a metà mattina e metà pomeriggio: qual è lo spuntino perfetto? Frutta sì o frutta no?
«Mangiare poco e spesso, questa a grandi linee dovrebbe essere la regola. Ma attenzione alla qualità. Gli spuntini sono vivamente consigliati, soprattutto per mantenere i valori glicemici costanti durante la giornata. La frutta è sicuramente un ottimo spuntino e va seguita sempre la stagionalità. Ricordo però che una porzione di frutta corrisponde a circa 150-200 g (al netto di eventuali scarti). Attenzione perché anche se ricca di fibre lo è anche di zucchero.
Come spuntino alternativo di metà pomeriggio mi sento di consigliare anche la frutta secca (non salata e tantomeno caramellata o glassata!!), ricordando che una porzione è di circa 20-30g. Se la fame è eccessiva si può consumare un po’ di frutta secca con uno yogurt».

Accanto alla corretta alimentazione è importante svolgere attività fisica. Perché è necessario trovare tempo per fare sport?
«Tengo a precisare che attività fisica non corrisponde necessariamente allo sport. Attività fisica, così come indicata dalle linee guida, è tutto ciò che ci tiene attivi. Scendere ad una fermata prima del tram per poter fare una camminata in più, scegliere le scale invece che l’ascensore, andare a lavorare in bicicletta, individuare almeno 3 momenti alla settimana per farsi una bella passeggiata oppure dedicare 30 minuti al giorno per passeggiare a ritmi un po’ sostenuti, ecco, questa è attività fisica. Tutto ciò aiuta tantissimo il nostro corpo e la nostra mente. Si è scoperto che i benefici della camminata sono molteplici e camminare costa anche poco!! Aggiungere lo sport a tutto questo inevitabilmente ci rende ancora più attivi aumentando il nostro metabolismo e portando tutta una serie di ulteriori benefici sia fisici che mentali».


Quali sono gli alimenti da preferire e quali invece da evitare per combattere lo stress, legato soprattutto ad orari e agende serrate?
«Mi sento di suggerire di ridurre gli snack e tutti gli alimenti molto zuccherati, anche sotto forma di bibita o succo. Un frutto è sicuramente la scelta migliore, una barretta ai cereali anche, così come la frutta secca.
Mai dimenticare di tenersi idratati con acqua. In una postazione lavorativa non dovrebbe mai mancare una bottiglietta d’acqua. Spesso accade che cerchiamo cibo quando invece il nostro corpo ha semplicemente bisogno di acqua.
Infine staccarsi dal computer per 10 minuti e camminare un po’ aiuta a ridurre lo stress lavorativo».

In giornate particolarmente piene e stressanti, bere un caffè in più diventa la regola. Con quali bevande possiamo sostituire il caffè zuccherato?
«Con il caffè non zuccherato! Siamo perennemente alla ricerca di zucchero, semplicemente perché lo ritroviamo anche nascosto in molti cibi. Lo zucchero crea dipendenza. Bisogna un po’ alla volta allontanarsi da questo desiderio. Un caffè, anche se un po’ amaro, è una bevanda piacevole. Non bisogna però esagerare poiché la caffeina si accumula e potreste risentirne alla sera. È consigliabile inoltre evitarne il consumo dopo le 18.00.
Una tisana fatta in casa senza zucchero può essere una bevanda sostitutiva. Se cerco una bevanda più “energizzante” posso prepararmi del tè senza zucchero (meglio se verde) e portarmelo al lavoro».

Può suggerirci fonti da cui prendere spunti e suggerimenti sulla nostra alimentazione quotidiana?
«Rivolgersi ad un professionista del settore è sempre la cosa migliore. Purtroppo come ben sapete in rete si trova tutto ed il contrario di tutto. Il professionista raccoglie le informazioni più recenti da siti di letteratura scientifica certificati e autorevoli come PubMed, SINU nonché presenzia periodicamente a congressi formativi sulla materia. La scienza dell’alimentazione in quanto scienza è in continua evoluzione e molto spesso si rischia di leggere lavori o pubblicazioni che appartengono al passato».

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