A Padova Site by Site cambia sede. I nuovi spazi saranno nello storico Palazzo Oblach, a Cadoneghe

Spazi per accogliere più persone e quella crescita che, anche in tempi difficili come questi, non si è arrestata. La scelta di cambiare sedi, sia a Padova che a Milano, parte dall’esigenza di avere ambienti confortevoli e coerenti con il percorso di evoluzione che stiamo vivendo.

“Siamo partiti dall’esigenza di ampliare gli spazi per accogliere più persone – dichiarano Nicola Bruno e Alberto Baracco, Co-Founder Site by Site – ma anche dalla necessità di avere un ambiente su misura per noi, che ci rappresenti e che sia coerente con la nostra vision e con il nostro percorso di hub culturale nel mondo del digital e della comunicazione.”

“La nuova sede è in un Palazzo storico di 3 piani, Palazzo Oblach, situato nella primissima periferia di Padova. Una scelta motivata dalla ricerca di uno spazio con una forte identità, unico e moderno, ma allo stesso tempo ricco di significati culturali e storici” – proseguono. “Abbiamo cercato la comodità e la raggiungibilità ma allo stesso tempo abbiamo trovato un contesto ricco di natura. L’edificio è dedicato alla memoria di Giuseppe Oblach, eroe dell’aeronautica italiana caduto in combattimento durante la seconda guerra mondiale, a Cadoneghe. È una zona che oggi è servitissima dai mezzi e allo stesso tempo immersa nel verde del Parco Ex-Breda”.

Tre piani di cui uno interamente dedicato agli eventi e agli incontri formativi

Site by Site, Google Premier Partner, ha nel suo organico specialisti dell’advertising certificati Amazon, Bing e Waze. I team di lavoro dedicano una media di 4.450 ore all’anno alla formazione, alla ricerca e allo sviluppo. “Abbiamo intenzione di costruire opportunità di incontro, confronto, di crescita e di relazione. Un posto ideale insomma per dare spazio alla nostra creatività, alla nostra capacità di innovare ed alla nostra voglia di contribuire alla diffusione della cultura digitale e della comunicazione in genere.” – spiegano.

La sfida: coniugare funzionalità e disposizione degli spazi

“Al crescere della complessità dei progetti, sempre meno verticali e sempre più multicanale – dichiarano Nicola Bruno e Alberto Baracco – i reparti hanno sottolineato la necessità di confronti strategici e allineamenti sempre più frequenti tra team che sono sempre più allargati”. Con queste premesse agli Architetti Carlo Marchesini e Paolo De Lucchi, specialista in illuminotecnica, è stato affidato il compito di ripensare gli ambienti di Palazzo Oblach e di adattarli alle esigenze del lavoro.

“L’obiettivo – spiega l’Architetto Carlo Marchesini – è stato quello di coniugare funzionalità e spazi. La suddivisione è stata dettata dal tipo di mansioni: alcuni reparti lavorano in silenzio, altri no, per cui è stato difficile capire quali fossero i ruoli e le necessità e come articolare una sede che vi rispondesse in 600 mq suddivisi su tre piani”. Nelle tre frazioni da 200 mq, sono state inventate delle nuove zone e messe al servizio di chi vi avrebbe lavorato all’interno, calcolando anche i flussi di movimento, in ingresso e in uscita.

La nuova sede ha rappresentato una sfida anche per l’Architetto Paolo De Lucchi: “Il progetto è stato da subito un’occasione divertente perché concepito sul DNA aziendale di Site by Site. Abbiamo lavorato insieme per rendere gli spazi coinvolgenti anche dal punto di vista dell’atmosfera delle luci. Al di là delle normative in materia di illuminazione sul posto di lavoro – prosegue De Lucchi – per gli spazi comuni abbiamo mescolato due fonti luminose diverse. Ad esempio, nell’area relax al secondo piano, dove ci si incontra e dove ci si parla, abbiamo optato per delle luci calde che rendessero lo spazio confortevole, anche seguendo quelle che sono le ultime tendenze in fatto di illuminotecnica. Lo studio della posizione delle fonti luminose è un tutt’uno con quello della costruzione degli ambienti.”

All’interno della nuova sede sono previste, oltre alle postazioni operative, quattro sale dedicate alle riunioni e diversi salottini open fonoisolanti per brevi meeting. Ci saranno poi delle zone snack e ricreative, una piccola cucina ed un angolo bar. Non mancheranno anche delle aree polifunzionali per eventuali shooting e per la costruzione di contenuti visual.

Inoltre, sono stati ripensati anche gli spazi esterni. “Abbiamo previsto un’area per poter lavorare all’aperto, che ci piacerebbe sfruttare anche per rassegne artistiche – aggiungono Nicola Bruno e Alberto Baracco – Prevediamo nel 2021 di dotare la sede anche di una piccola sala relax sotterranea in cui poter recuperare la concentrazione e vivere momenti di pura astrazione creativa”.

La progettazione: punti luce e ambienti ampi

Il valore di un progetto risiede anche nell’ascolto e nella disponibilità della committenza, che deve capire perché alcuni interventi sono necessari e perché miglioreranno la qualità della vita lavorativa delle persone.

Architetto Carlo Marchesini.

Gli spazi di Palazzo Oblach sono molto ampi, “il rischio – spiega l’Architetto Marchesini – era quello di chiudere la luce naturale che filtra in più punti dalle grandi finestre dello stabile”. Una soluzione è stata adottare “il vetro per lasciare respirare gli spazi senza rinunciare al silenzio. In merito ci siamo affidati all’esperienza di Lvb Acoustic, un’azienda padovana che dispone di un prodotto funzionale anche dal punto di vista dell’insonorizzazione”.

“Oggi – spiega l’Architetto Marchesini – uno studio di illuminotecnica è fondamentale per un progetto: perché non si tratta solo di sapere dove posizionare le lampade, come farle dialogare con la luce naturale, ma anche di quanta luce un ambiente ha bisogno, come incide, che tipo di riflesso avrà sulle superfici”.

Luce neutra e calda, un dinamismo necessario per lavorare bene

“Per gli ambienti interni, che sono stati progettati su livelli diversi e suddivisi per reparti e attività, – spiega l’Architetto De Lucchi – si è resa necessaria una luce diretta per le postazioni di lavoro, mentre nelle aree di rappresentanza e in quelle comuni ci sarà una luce bianco calda. La tendenza nella progettazione di uffici per grandi società, dove lavorano tante persone, è quella di creare un dinamismo e una contrapposizione tra luci (neutra e calda), perché l’occhio umano ha bisogno di essere stimolato piuttosto che vivere in un ambiente dove c’è una luce monocromatica. La luce bianco calda, inoltre, ha un carattere che è tipico residenziale e che richiama quello delle nostre case. Quindi la logica è stata quella di avvicinare il mondo lavorativo della luce fredda con quello familiare delle nostre abitazioni. Questa dinamica creata da fonti luminose di diversa intensità aiuta l’occhio e quindi la mente a rimanere in attività”.

Non solo le postazioni di lavoro: grande importanza è stata data alle scale, da considerare a tutti gli effetti degli spazi comuni. Anche in questo caso è in programma “un’illuminazione moderna – spiega De Lucchi – con una linea luminosa continua che stimolerà l’occhio a seguire il percorso. Sarà una luce radente sulle pareti e in più ci sarà il corrimano, che sarà particolare perché conterrà una luce sia per illuminare il filo dei gradini (per metterli in evidenza come elemento architettonico), sia per dare preziosità al passaggio.

Site by Site Padova, nuova sede

A sinistra l’Architetto Carlo Marchesini. A destra, l’Architetto Paolo De Lucchi.

Uno spazio culturale per eventi e rassegne artistiche

Uno degli spazi più affascinanti della nuova sede di Padova è il terzo piano, un’intera area dedicata alla cultura, una sfida interessante anche per gli Architetti Marchesini e De Lucchi.

“Abbiamo individuato alcuni spazi modulabili e li abbiamo chiusi con dei piccoli corner insonorizzati. – spiega l’Architetto Marchesini – Anche l’arredamento contribuisce a definire le zone: all’ultimo piano ci sono due grandi divani che si fronteggiano, con schienali molto alti, che a loro volta delimitano l’ambiente e lo modificano. Si tratta di un gioco di arredo che si basa sull’idea di flessibilità dello spazio, che può essere rimodulato a piacimento e a seconda delle occasioni. Abbiamo pensato a questa soluzione dal momento che l’ultimo piano è destinato ad ospitare gli eventi dell’agenzia. Dunque, era necessario cercare di avere la massima disponibilità della metratura per il massimo numero di utilizzi possibili. Il lavoro con Paolo De Lucchi è stato anche quello di comprendere e valorizzare dove e come lo spazio potesse avere una sua dinamica illuminotecnica (e relazionale)”.

“Anche io condivido l’interesse per l’ultimo piano – aggiunge De Lucchi – Abbiamo realizzato uno spazio che sarà in continua trasformazione: gli arredi si possono utilizzare, modulare, far scomparire. Per esempio, ci sono delle luci portatili, senza l’ingombro dei fili, che si possono spostare a seconda delle esigenze. Ho proposto una luce calda che valorizza le due pareti molto lunghe, che si contrappone a una luce bianca neutra studiata per creare un dialogo. Sarà un ambiente bello da vivere, dove ci auguriamo che vengano ospitati molti eventi”.

Di grande rilievo saranno anche le luci esterne che verranno inserite su tutte le finestre alte, che di sera daranno una forte personalità alla facciata del Palazzo.

Una sede che parla di noi, della nostra evoluzione, che nonostante i tempi difficili in questo 2020 non si è arrestata.

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