Smart speaker in cucina: le opportunità offerte dalla ricerca vocale

Il lockdown di questa primavera ha rivoluzionato le nostre abitudini: le restrizioni hanno costretto molte persone a ripensare la loro giornata all’interno delle mura domestiche. Per esempio, c’è chi ha scoperto (o riscoperto) nuovi hobby: cucinare è sicuramente uno di questi.

Molte persone già appassionate, ma anche alla prime armi, hanno così sfruttato tutte le potenzialità della tecnologia per scovare ricette e ingredienti, in particolare attraverso la ricerca vocale tramite smart speaker e voice assistant. L’assistente vocale è l’alleato perfetto tra i fornelli, perché permette di interagire con la rete tenendo le mani libere.

La conferma del successo dell’accoppiata Voice Technology e cucina arriva dai numeri: nei primi mesi del 2020, in Italia, Alexa è stata interpellata due milioni di volte per la preparazione di piatti golosi. Sullo stesso dispositivo, poi, sono stati impostati 45 milioni di timer per gestire i tempi di cottura e altre mansioni domestiche.

I voice assistant rappresentano dunque un touchpoint strategico per entrare intimamente in contatto con le persone. Le ricerche vocali registrano infatti i bisogni reali degli utenti e i dati permettono di segmentare in modo più preciso il target, rispondendo in modo efficace alle diverse esigenze.

Si tratta di un’occasione insostituibile per quei brand i cui servizi ben si adattano alla Voice Search negli utilizzi quotidiani, come per esempio GialloZafferano. Uno dei portali di cucina più noti nel nostro Paese, da sempre mette al centro della sua strategia l’interazione e l’esperienza delle persone.

Su Voice Branding trovi un approfondimento in merito al mondo degli assistenti vocali in cucina e sugli effetti in termini di ricerche e di interessi durante il primo lockdown.

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