I premi pubblicitari in Italia: intervista a Giulio Rodolfo, Direttore Editoriale Mediastars

Maggio 26, 2022
Pubblicato da: 
Marketing Assistant

Premi comunicazione intervista a Giulio Rodolfo Mediastars_sito

Il mondo della comunicazione e quello pubblicitario sono ricchi di riconoscimenti. In Italia come vengono recepite queste premiazioni? E quanto un premio come quello Mediastars può incidere nelle scelte strategiche e di marketing per le aziende?

Abbiamo posto queste ed altre domande a Giulio Rodolfo, Direttore Editoriale di Mediastars.

Giulio Rodolfo e Mediastars, in breve

Classe 1963, figlio d’arte, può vantare un nonno pubblicitario. Appassionato di immagini, design e comunicazione, conduce da molti anni Mediastars, il Premio Tecnico della Pubblicità Italiana, concorso annuale dedicato a valorizzare le migliori campagne di comunicazione e a mettere in luce i professionisti che le progettano. Da circa dieci anni è impegnato a favorire un dibattito costruttivo all’interno del settore, organizzando convegni, tavole rotonde e cicli di interviste agli esperti.

Giunto alla sua XXVI Edizione, può annoverare fra gli iscritti importanti e prestigiose agenzie pubblicitarie, case di produzione e post-produzione audiovisiva e web factoring.

Giulio, i premi per l’ambito pubblicitario e per le agenzie marketing sono molti e sono recepiti come importanti in Europa e nel resto del mondo. Pensiamo anche solo allo storico premio Cannes Lions, nato nel 1954. In Italia c’è la stessa cultura presente all’estero in merito a questo tipo di riconoscimenti?

All’estero questo tipo di premiazioni sono più sentite e spettacolarizzate. Capita spesso ad esempio che l’evento finale o di gala si tenga in un grande teatro, con un dress code molto formale. Esempi dagli Stati Uniti come il New York Festival, o molto più vicini a noi proprio come hai citato nella tua domanda i Cannes Lions, sono premi molto importanti che danno enfasi allo spettacolo. In Italia ci sono stati diversi tentativi per sensibilizzare il grande pubblico a questo tipo di iniziative. Pensiamo ad esempio al Mezzo Minuto d’Oro, riconoscimento per la pubblicità, con finale con diretta televisiva. Nonostante l’iniziativa fosse arrivata alla soglia di 10 anni di vita, questa premiazione non è stata più riproposta.

In Italia si tende a subire la pubblicità, a viverla passivamente. E le aziende a loro volta non si rendono conto che i consumatori hanno la grande possibilità di guidare le scelte delle imprese anche solo con il semplice passaparola. Riconoscimenti di questo tipo guidano il brand, lo rendono più prestigioso e riconoscibile agli occhi del grande pubblico. Chissà, magari dopo due anni di stop dovuti al COVID le cose prenderanno un nuovo corso.

C’è poi un altro punto importante. Spesso nei contesti di premiazioni mondiali è difficile che una comunicazione o una campagna italiana venga premiata. Qual è la difficoltà che ci impedisce di emergere? Forse siamo meno inclini alla creatività pura, ci sono fattori culturali che possono essere di ostacolo nell’osare creativamente.

Come sono cambiati il mondo e l’approccio verso le premiazioni per la comunicazione? E Mediastars come si è evoluta in questi 26 anni?

Da allora moltissimo è cambiato. Ancor prima che nascesse il premio Mediastars, da molti anni facevo parte del mondo delle premiazioni per la comunicazione. A livello tecnico, è cambiato tutto. Basti pensare che i filmati pubblicitari erano registrati su bobine ed il video poteva essere visionato solo adoperando un registratore professionale. Le agenzie mandavano centinaia di queste cassette per candidare gli spot in concorso ed era un gran lavoro anche solo controllare se la registrazione fosse riproducibile.

L’altro aspetto, 26 anni fa erano presenti sul mercato un numero ristretto di agenzie, tutte di grandi dimensioni. Le piccole agenzie praticamente non esistevano o erano molto rare.

Nel corso degli anni, queste grandi realtà si sono disgregate e molte nuove agenzie sono nate dai collaboratori di queste ultime che si sono messi in proprio e ne sono diventati diretti concorrenti.

Come Mediastars, abbiamo voluto dare un taglio importante agli eventi di premiazione, fin dalla prima edizione, che si è tenuta al Bistrò di Gualtiero Marchesi, all’ultimo piano della Rinascente di Milano. L’anno scorso ad esempio, la premiazione è stata fatta in 3 diverse serate, nel rispetto delle normative anti COVID allora vigenti.

Tutte e tre gli eventi si sono tenuti al Museo del Fumetto di Milano. Con l’occasione delle premiazioni, abbiamo voluto portare l’attenzione delle agenzie alla realtà storica dei musei della comunicazione presenti in Italia.

Per noi è estremamente importante dare valore alla storia della pubblicità, e infatti ogni anno facciamo ricerche e rubriche che poi pubblichiamo sui nostri Annual. Oltre a ciò, i nostri premi non sono indirizzati solo ai progetti, ma anche alle persone che ci sono dietro quelle realizzazioni. Non abbiamo visto un approccio simile da parte di altre realtà di questo settore. Solitamente, si privilegia l’aspetto commerciale, quasi ci si dimentica che la storia della comunicazione italiana abbia un valore.

Ci sono due differenti vedute di pensiero in merito ai premi, specialmente in Italia. Chi li vede come award autoreferenziali e chi no. Come smontare la tesi di chi la vede come autoreferenzialità?

Se permetti, faccio una piccola premessa su questo punto. C’è un bias storico e culturale per cui siamo tenuti a pensare che la comunicazione che conta nasca sempre da grandi agenzie che fanno parte dell’hinterland milanese. Non è più così da diverso tempo. Molte piccole realtà lavorano per aziende importanti. Queste premiazioni quindi servono anche per sfatare questa convinzione per cui solo la grande agenzia di comunicazione riesce ad ottenere lavori importanti e a proporre una comunicazione originale e vincente.

Oltre a ciò, il riconoscimento Special Stars da noi ideato, ovvero il premio dedicato alle persone che hanno lavorato sui progetti, vuole essere un incentivo che aumenta la possibilità di credere in sé stessi, e stimolare un empowerment della persona che ha creato e sviluppato il progetto.

Potrebbe non sembrare, ma chi lavora nell’ambito della comunicazione lo sa bene. Le persone hanno bisogno di avere maggiore fiducia in se stesse, perché ogni giorno affrontano un percorso complesso che, se sviluppato con buona convinzione, porta al raggiungimento di obiettivi importanti. Il premio dunque deve dare la giusta soddisfazione per il lavoro che ognuno fa. Specialmente perché ottenere un buon obiettivo è sempre difficile.

Inoltre, abbiamo voluto dare un peso maggiore ai nostri riconoscimenti. Infatti, chi concorre alle premiazioni per le varie categorie, viene giudicato e premiato da colleghi di altre agenzie dello stesso settore e con le stesse esperienze. Il premio dunque prende una valenza e un valore decisamente diverso. Quello di Mediastars è un premio tecnico, vogliamo attribuire il riconoscimento giusto alla persona giusta.

Le premiazioni infine sono un momento importante che permette di vedere quali sono le tendenze nell’ambito del marketing e della comunicazione, come si sviluppano e cambiano, vederle morire e rinascere sotto altre vesti. Ed è importante delineare cosa succede nel mondo della comunicazione dando voce agli interpreti, ovvero coloro che ci lavorano.

I premi Mediastars quanto incidono nel decretare le strategie pubblicitarie e di marketing del futuro delle aziende?

Come dicevo prima, non sono importanti solo per le agenzie, ma anche e soprattutto per le persone che nelle agenzie lavorano.

Ricevere un premio come quello Mediastars significa veder riconosciuto il proprio valore, le proposte e il lavoro di tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, portando grandi risultati. Questo significa che per un’agenzia quel progetto diventerà una case history d’azienda importante al quale possibili clienti potranno guardare e scoprire il lavoro e il metodo adoperato per la comunicazione. Quindi, le aziende avranno un maggior incentivo nel scegliere con chi collaborare per la propria strategia di comunicazione e marketing.

Sempre facendo riferimento a quanto detto prima, la premiazione è un momento topico in cui scoprire le tendenze e le proposte comunicative. Un’azienda ha quindi la possibilità di carpire informazioni comunicative utili per la propria realtà.

Infine, ci tengo a dire che le premiazioni alle persone e ai loro lavori contribuiscono anche al loro avanzamento di carriera. Vi racconto brevemente il caso esemplare che ho saputo recentemente, ovvero, una ragazza è stata scelta per lavorare in una prestigiosa agenzia marketing statunitense anche in virtù dei riconoscimenti ricevuti da Mediastars.

I premi devono essere guardati con la giusta prospettiva, perché sono importanti per tutti gli attori che concorrono al ricevimento di quel riconoscimento e per le aziende che lavorano e lavoreranno con le agenzie.

 

Ringraziamo di cuore Giulio Rodolfo per aver condiviso il suo punto di vista in merito al mondo della comunicazione.

site By site si ritrova nel pensiero, nelle parole e nei fatti condivisi da Giulio. La partecipazione a contest e premiazioni non è un mero vanto, ma un riconoscimento per le persone e per le aziende che si affidano a site By site nel valore aggiunto che come azienda ed agenzia marketing sappiamo apportare.

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Lara Milani
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